Dalat capitale vietnamita della pacchianita’
Basti pensare che nel bel mezzo della cittadina si erge una specie di torre eiffel…
che per giunta si illumina di notte.
Io l’ho trovata incantevole e con il suo fascino. Francesca la trova mostruosa… l’idea che nelle alpi vietnamite ci sia una cittadina bohemienne, nella quale gli artisti ancora girano con il basco, sembrando disadattati sociali e che la notte si illumina tutta di localetti impietosi dove si beve orrido caffe’ servito con il ghiaccio… questa cornice non e’ semplice da digerire…
Come non e’ stato semplice da digerire per Francesca l’ottimo pancake con il cioccolato, nel quale invece del burro come ingrediente c’era del raffinatissimo strutto, che dava al dolce quel sentore di pancetta e quella non-digeribilita’…
Lo trovo insensato e bello al tempo stesso… le lucette di questa citta’ me le porto via e la torre di Dalat la preferisco quasi alla sorella maggiore francofona…
Francesca che sedeva qui vicina… se n’e’ andata!