ho chi min, Kuala, Yakarta e via dicendo

Diario di viaggio. Dedicato agli amici che lo leggeranno.

easy rider

Alle otto e mezza stamattina siamo partiti in moto, insieme a Phuong e al fratello minore, per un giro delle highlands vietnamite.

Forse il giorno piu’ intenso della vacanza…

Phuong guidava tranquillo in queste strette strade sull’altopiano. Risaie poche… soprattutto piantagioni di caffe’. Di cui abbiamo raccolto qualche chicco.

Ogni tanto si fermava e ci spiegava il paesaggio e la storia. La storia della proprieta’ direi. Tanto che oggi mi sembra di non poter piu’ dire che la proprieta’ privata e’ un furto.

Qui i contadini fino al 1986 hanno coltivato terre raggruppati in cooperative. Avevano tre chili di riso a famiglia… e se penso che la dieta di questa gente e’ basata sul riso…

Facevano file da notte fonda per le derrate alimentari e si erano inventati che se a uno gli scappava di andare al bagno doveva lasciare un sasso come segna posto…

Poi ci si era messa la guerra e non tanto perche’ la guerra uccide le pesone, ma perche’ un buon venti per cento del territorio era inutilizzabile. Bombe che avevano disboscato e reso il terreno incotivabile per gli agenti chimici. Dal nord la gente se ne e’ tutta scesa qui nel centro per coltivare… allora hanno disboscato, di nuovo, ma questa volta per vivere. Li vedi questi del nord, con la pelle piu’ scura e palesemente piu’ disagiati.

Ci ha detto che in questo paese si lavora ancora solo con le mani e ce lo ha fatto vedere. Contadini che non avevo mai visto, forse nei racconti di mio bisnonno, che fanno ancora tutto con le mani e con l’aratro. Donne che si lessano letteralmente le mani per fare la seta. Nell’acqua calda viene ucciso il baco e si inzia a differenziare i filamenti. Il caffe’… raccolto pianta per pianta.

Siamo tornati in albergo e sono abbastanza sconcertato e guardo questa gente con occhi diversi… di sicuro.

Adesso (post riforma 1986) i contadini coltivano la propria terra. Tu la puoi comparare puoi farci quello che vuoi. Qualcuno chiaramente e’ diventato piu’ ricco, ma penso anche che forse ha un senso diverso spaccarsi la schiena per qualcosa di tuo.

Di tutte gli uomini e le donne viste oggi mi rimangono impressi questi contadini carichi di sacchi o chini su una singola pianta in mezzo a migliaia di piante. Con una cura che traspariva tutta dalla loro immobilita’.

Poi…motorini, il governo corrotto del paese, i posti di mare dove si paga solo in dollari, noi occidente siamo note ai margini di questi campi lavorati.

Ed e’ incredibilie per me pensare alle forme di sopravvivenza, in cui la vita resiste alla fame, alla chimica e alle lacerazioni del corpo, alle bombe, ai governi e alla storia, agli embarghi e al turismo… resiste.

Phuong aveva un orgoglio nella voce quando ci ha detto, vicino ad una pianta di caffe’, sua… e non sua al tempo stesso:

Il vietnam e’ secondo nel mondo nell’esportazione del caffe’.

— 2 years ago